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L'ebraismo Babilonese Rinato

La mostra Sui fiumi di Babilonia si apre questa settimana al Museo dei Territori della Bibbia di Gerusalemme. Questa mostra getta nuova luce su uno degli episodi più importanti della storia biblica: l’Esilio Babilonese. Il punto focale della mostra è l’Archivio di Al-Yahudu: una collezione di più di 100 tavolette cuneiformi, documenti originali della comunità ebraica in esilio, che sono in mostra al pubblico per la prima volta. Scritte nell’antica lingua accadica, documentano la vita di tutti i giorni delle prime generazioni degli Ebrei esuli dopo la loro deportazione a Babilonia.

Sui fiumi di Babilonia espone reperti unici che illustrano la desolazione e la capacità di riprendersi degli ebrei esuli mentre ricostruivano la loro vita in Babilonia. Al-Yahudu (letteralmente la Città di Giuda) era un’importante città in cui si stabilirono gli esuli Ebrei. Alcuni ricercatori considerano il valore dell’archivio di Al-Yahudu pari a quello della scoperta dei Rotoli di Qumran.

Sono in mostra anche reperti archeologici della distruzione di Gerusalemme, come punte di frecce e catapulte babilonesi, contenitori comprese giare e pentole usate dagli Ebrei, antiche carte che testimoniano i tentativi degli Ebrei di respingere i Babilonesi, una replica del famoso Cilindro di Ciro e anche un Talmud Babilonese stampato in Germania nel 1948.

Il Museo dei Territori della Bibbia di Gerusalemme risveglia alla vita questa potente storia  per mezzo di una produzione multimediale innovativa e animazioni originali che rendono più intensa l’esperienza del visitatore.  La storia della distruzione, dell’esilio e della nostalgia per Sion è raccontata per mezzo degli occhi di Haggai figlio di Ahiqam, un discendente diretto degli esuli, e un ebreo della quarta generazione che vive a Al-Yahudu. Haggai conduce i visitatori attraverso la mostra per mezzo di brevi filmati animati e film creati specialmente per questa mostra.

Il documento più antico dall’archivio di Al-Yahudu in mostra, scritto soli 15 anni dopo la distruzione di Gerusalemme, offre uno sguardo alla vita degli Ebrei in esilio, il loro rapporto con i loro governanti babilonesi e la struttura sociale della popolazione ebraica di Babilonia. 

Archeologia locale dal periodo del Primo Tempio illustra la distruzione di Gerusalemme, ove l’esempio più potente è una grande giara deforme che fu distorta dal calore dell’incendio che bruciò la città radendola al suolo nel 587 AC.

La mostra si chiude con l’eco del Salmo 137, “Sui fiumi di Babilonia, là sedevamo piangendo al ricordo di Sion,” commovente nell’aspirazione al ritorno che ha echeggiato nei cuori e nelle preghiere del popolo ebraico per millenni. L’ultima vetrinetta della mostra offre un epilogo, compreso un importante Talmud Babilonese, stampato in Germania, all’ombra dell’Olocausto e alla vigilia della dichiarazione dell’independenza dello Stato di Israele.  

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